Migrazione a 2 Gbps terminata il 31 dicembre

Nel 2010 LepidaSpA ha iniziato a gestire la rete Lepida ed è iniziata la costruzione della rete unitaria, terminata nel 2015, una rete omogenea sotto il profilo ottico e di apparati attivi, con il massimo il massimo riuso degli apparati esistenti per ottimizzare i costi. La rete Lepida era ancora la rete privata della pubblica amministrazione e non la rete pubblica della pubblica amministrazione come dal 2011, quindi con possibilità di erogare servizi alle scuole, alle biblioteche, nelle piazze mediante WiFi e agli operatori di TLC per superare il Digital Divide. Con l’aumentare della quantità e tipologia di traffico nel 2014 si sono evidenziati alcuni limiti e malfunzionamenti degli apparati di core allora utilizzati i CISCO 7609. Il CDA di LepidaSpA allora implementa immediatamente due soluzioni: un transitorio con una serie di soluzioni provvisorie andando a interloquire direttamente con CISCO per avere un supporto specifico su apparati ormai datati ed una sostituzione graduale con una nuova classe di apparati tecnologicamente avanzati, con nuove caratteristiche e potenzialità, a prova di futuro. La selezione dei nuovi apparati ha vista una serie di POC, di verifiche sul campo, partendo da decine di produttori, per poi stringere la rosa a tre soggetti ed infine ad uno. La ricerca di apparati ha indirizzato l’omogeneità tra tutti i POP della rete, indistintamente se hanno o no anche funzioni di datacenter per mantenere uniforme tutta la architettura, con possibilità di sfruttare i collegamenti ridondanti ai Soci dalla configurazione “attivo-passivo” ad una nuova configurazione “attiva-attiva” che permette di raddoppiare la banda senza ulteriori investimenti, portandola al minimo a 2Gbps. Altri servizi evoluti posti come elemento necessario sono VPLS, EVPN, Multicast VPN, pieno supporto MPLS, schede a 100Gbps. Alla fine sono stati selezionati i Juniper MX960. La rete Lepida ha una architettura semplice a due livelli, quello di accesso e quello di core che effettua l’instradamento del traffico apparati magliati, di cui 6 solo di rete e 4 anche con funzione di datacenter. La sostituzione del core è stata pianificata evitando di interrompere il servizio, quindi mantenendo in parallelo gli apparati vecchi e quelli nuovi per tutto il periodo della migrazione, collegando all’MX960 la via precedentemente passiva, attivandola e poi migrando la via originariamente attiva. Vi sono stati casi complessi dove la struttura ottica prevedeva rilanci per cui lo schema “attivo-attivo” non era applicabile direttamente ed allora sono stati effettuati interventi infrastrutturali inserendo la tecnologia WDM passivo che trasforma una singola fibra ottica in un ampio numero di fibre virtuali. Un lavoro complesso ed articolato, integrato con il funzionamento quotidiano della rete Lepida e la sua espansione continua, che si è concluso a dicembre 2016 dopo un anno e mezzo di lavoro, con centinaia di risorse umane impegnate. Si sottolinea che tutto questo processo di ammodernamento della rete è stato possibile grazie all’ammortamento conseguente al conferimento della rete, quindi non ha previsto alcun contributo ulteriore da parte dei Soci.